Vereščagin, in guerra col pennello

Autori

  • Giovanni Almici Università di Trento

DOI:

https://doi.org/10.15168/digiti.i6.4148

Abstract

Vasilij Vasil’evič Vereščagin (1842-1904) fu pittore di guerra ufficiale dell’esercito zarista durante le campagne coloniali in Asia centrale. Grazie al suo realismo asciutto e ai suoi soggetti guerreschi, egli si era guadagnato l’ammirazione dei contemporanei sia in Russia che all’estero e, unico tra i pittori, anche il prestigioso Ordine di San Giorgio. I dipinti che realizzò al servizio del generale Kaufman durante le campagne nel Turkestan gli valsero l’apprezzamento anche dello zar Alessandro II e l’onore di un’esposizione al Crystal Palace di Londra, ma al contempo fecero maturare in lui, di discendenza turkmena da parte di madre, un profondo antibellicismo che gli attirerà numerose polemiche. Oggetto di campagne diffamatorie in patria e all’estero, venne accusato di essere un traditore, un asiatico e rischiò anche di perdere la prestigiosa medaglia. Attraverso una breve panoramica della sua vita e dei suoi quadri più controversi, si vedrà come la sua esperienza possa essere considerata un’eccezione al nazionalismo imperante all’epoca e come un elemento di ibridazione malvisto in un periodo in cui tra gli intellettuali ardeva il dibattito sulle origini europee o asiatiche della nazione russa.

##submission.downloads##

Pubblicato

2026-06-18

Fascicolo

Sezione

Espressioni