Il racconto di 2Re 5 (la «conversione» di Naaman il Siro) nel suo contesto letterario e storico-religioso

(e in riferimento remoto a Hobbes, “Leviatano” XLII 11)

Autori

  • Gian Luigi Prato

DOI:

https://doi.org/10.15168/per.vi2026s.4111

Abstract

Originariamente pubblicato in Parrhesia e dissimulazione. La verità di fronte al potere («Politica e Religione», 2012-2013), pp. 197-239.

Il presente saggio esamina gli antefatti, le implicazioni e le aporie del racconto contenuto in 2 Re 5. La codificazione religiosa che caratterizza il contesto storico della vicenda di Naaman trova la sua sintesi nell’assioma di Michea 4,5, secondo cui ogni popolo ha un suo dio e il legame tra divinità e popolo va inteso in relazione alla terra in cui quel popolo risiede. In quest’ottica, la richiesta di Naaman di portare con sé una quantità di terra proveniente dal suolo d’Israele riveste un’importanza fondamentale nella narrazione. Nel momento in cui si converte, Naaman dimostra di comprendere che una divinità è sempre legata a un territorio. Il conflitto rappresentato nel racconto non intercorre dunque tra due territori geografici, di cui l’uno potrebbe essere superiore all’altro, bensì tra le divinità a cui tali terre sono intrinsecamente connesse. 

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Pubblicato

25.06.2026