I figli di Israele censiti per volontà divina

Polivalenza di una istituzione politica sanzionata dall’alto

Autori

  • Gian Luigi Prato

DOI:

https://doi.org/10.15168/per.vi2026s.4112

Abstract

Originariamente pubblicato in Censo, ceto, professione. Il censimento come problema teologico-politico («Politica e Religione», 2015), pp. 35-69. 

Il presente saggio analizza l’istituto del censimento nell’Antico Testamento e mira a spiegarne la connotazione prevalentemente negativa, approfondendo le interpretazioni solitamente offerte dagli studiosi. Vengono esaminati i passi biblici pertinenti (in particolare quelli in cui il censimento riveste un significato religioso, ovvero Esodo 30,11-16 e 38,25-28, Numeri 1-4, 2 Samuele 24, 1 Cronache 21) e alcuni testi del Vicino Oriente antico che gettano ulteriore luce su tali passi. Il censimento a fini militari, ampiamente attestato nelle fonti, si rivela fondamentale per comprendere il significato religioso del censimento e, in particolare, per dimostrare l’esistenza di un legame necessario tra tale istituto in generale e la sua ermeneutica religiosa. 

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Pubblicato

25.06.2026