L’Anacreonte di Leopardi

Semplicità, grazia, intraducibilità

Autores/as

DOI:

https://doi.org/10.15168/t3.v0i15.454

Palabras clave:

Giacomo Leopardi, Anacreonte, Mosco, Teocrito, Francesco Saverio De Rogati, traduzione, studi di ricezione

Resumen

L’articolo indaga l’incidenza della figura di Anacreonte in diverse fasi della riflessione leopardiana, con particolare attenzione ai momenti in cui quest’ultima ha incontrato la concreta pratica traduttiva. Gli Scherzi epigrammatici, l’Inno a Nettuno e le Odae adespotae sono letti alla luce delle tesi relative all’intraducibilità di Anacreonte espresse nel Discorso sopra Mosco prima ancora che nello Zibaldone. La parafrasi di un’ode di Anacreonte che chiude l’Elogio degli uccelli mostra che l’irriducibilità del poeta antico al moderno è diventata per Leopardi molto più che la mera assimilazione di un topos.

Publicado

2021-07-25

Número

Sección

Saggi

Cómo citar

L’Anacreonte di Leopardi: Semplicità, grazia, intraducibilità. (2021). Ticontre. Teoria Testo Traduzione, 15. https://doi.org/10.15168/t3.v0i15.454