Frammenti ordinati. Dalle forme alla forma: colloquio con Demetrio Di Grado

Autori

  • Paola Raffa Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria image/svg+xml

DOI:

https://doi.org/10.15168/xy.v11i17.3961

Parole chiave:

frammento, infrastruttura cognitiva, semantica della visione

Abstract

Il contributo analizza la ricerca artistica di Demetrio Di Grado attraverso il collage analogico, interpretato come dispositivo cognitivo e semiotico capace di produrre nuovi significati visivi. Mediante processi di decontestualizzazione, rifunzionalizzazione e ri-contestualizzazione dei frammenti, l’artista genera messaggi visuali inseriti negli attuali contesti sociali. Il colloquio con l’artista evidenzia una pratica fondata sul recupero di materiali e memoria, sulla centralità dell’ambiguità interpretativa e sulla costruzione di immagini aperte, nelle quali linguaggio verbale e linguaggio visivo si contaminano generando narrazioni stratificate. L’analisi teorica pone il collage in dialogo con le riflessioni di Lev Manovich, Marshall McLuhan e Roman Jakobson, individuando nell’archivio cartaceo un database analogico dal quale l’artista seleziona e ricombina elementi secondo una logica assimilabile all’exaptation culturale. Il frammento perde così la propria funzione originaria per acquisire un nuovo ruolo all’interno di una struttura semantica inedita, trasformando l’opera in un sistema dinamico di produzione di conoscenza e critica sociale. Il confronto tra collage analogico e pratiche digitali mette in evidenza come la materialità della carta, lo spessore della colla e il gesto del taglio introducano una dimensione plastica e temporale assente nei processi algoritmici, riaffermando il valore della presenza fisica in un contesto dominato dalla smaterializzazione dell’immagine. In questa prospettiva, il collage diventa una forma di resistenza poetica e culturale. Le opere di Demetrio Di Grado si configurano infine come infrastrutture cognitive che interrompono le gerarchie interpretative consolidate e sollecitano un processo attivo di riconnessione tra dati, simboli e immagini. Attraverso la riscrittura dei codici visivi e la trasformazione del documento storico in dispositivo poetico, il collage analogico si afferma come pratica di traduzione intersemiotica e come modello operativo di produzione di nuovi paradigmi interpretativi nell’interazione tra cultura analogica e ambiente digitale.

Pubblicato

2026-10-22

Come citare

Raffa, P. (2026). Frammenti ordinati. Dalle forme alla forma: colloquio con Demetrio Di Grado. XY. Rassegna critica di studi sulla rappresentazione dell’architettura e sull’uso dell’immagine nella scienza e nell’arte, 11(17), 116-129. https://doi.org/10.15168/xy.v11i17.3961