Denaro sacro nell’Antico Testamento

Le componenti filologiche, culturali e teologiche di un’attribuzione non accessoria

Autori

  • Gian Luigi Prato

DOI:

https://doi.org/10.15168/per.vi2026s.4108

Abstract

Originariamente pubblicato in Il Dio denaro. Una storia teologico-politica della moneta («Politica e Religione», 2018), pp. 13-45.

I testi dell’Antico Testamento – com’è ovvio – non trattano esplicitamente di economia e denaro; tuttavia, da essi possiamo trarre elementi significativi per verificare come economia e religione si influenzino a vicenda e come la divinizzazione del denaro possa essere compresa nei suoi termini specifici. A tal fine, viene qui innanzitutto delineata l’economia dell’antico Israele prima dell’esilio e viene spiegato come l’economia del periodo persiano abbia contribuito a formare una nuova identità per la società ebraica. In secondo luogo, vengono messi in luce i mutamenti semantici tipici del linguaggio dell’economia e del denaro, grazie ai quali quest’ultimo può arrivare a essere considerato una divinità. In tal senso, il denaro viene divinizzato non in sé, bensì solo metaforicamente. Di conseguenza, le monete locali della provincia di Yehud rafforzarono, in una certa misura, la coesione religiosa della comunità ebraica. Infine, alcune considerazioni sulla divinizzazione e (di riflesso) sulla demonizzazione del denaro concludono la disamina.

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Pubblicato

25.06.2026