«E con la Storia mi scuso»
Giudici, gli anni Novanta: due esercizi di lettura
DOI:
https://doi.org/10.15168/t3.v0i15.453Parole chiave:
Giovanni Giudici, Giovanni Raboni, poesia, filologiaAbstract
Quest’articolo propone lo studio genetico e la lettura di due poesie dell’ultimo Giovanni Giudici (1924-2011), 1989 e Distici bosniaci, tratte da Quanto spera di campare Giovanni (Garzanti 1993): attraverso le agende personali manoscritte, i fogli di lavoro, gli articoli per «Il Secolo XIX» redatti dall’autore ligure tra il 1989 e il 1993, l’articolo ricostruisce una ricezione della Storia, negli anni Novanta, filtrata dalle immagini, tra speranze disilluse e narrazioni mediatiche aberranti. Dal crollo del Muro, attraverso le nuove guerre trasmesse in diretta televisiva mondiale – la Guerra del Golfo, il conflitto nella Bosnia-Erzegovina –, l’articolo restituisce la postura di chi, a fine Novecento, ragiona sul termine della vita privata e sul tempo collettivo. Tenendo a fuoco la disillusione rispetto al presente, l’ultima parte dell’articolo opera una ricognizione di alcune voci che hanno attraversato gli anni Novanta.
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