L’incontro con l’altro come trauma creativo

Da “Il carcere” a “Paesi tuoi”

Autori

DOI:

https://doi.org/10.15168/t3.v0i13.403

Parole chiave:

Cesare Pavese, critica psicoanalitica, incontro, Calabria, Jacques Lacan

Abstract

Il valore fondativo del soggiorno a Brancaleone Calabro nella formazione di Pavese è uno degli ambiti meno esplorati dalla critica. Eppure, già Il carcere, pubblicato solo nel 1948 ma la cui elaborazione precede l’esordio Paesi tuoi (1941), ci mostra l’incontro con l’incomprensibilità del mondo ancestrale e contadino. Entrambe le opere scavano nell’autobiografia dell’autore e ne mettono in evidenza la posizione liminale, sospesa tra la solidità cittadina e il richiamo dell’irrazionale. Utilizzando strumenti della teoria lacaniana, si approfondisce l’incontro dell’autore con l’alterità concepita nel suo valore più traumatico, che ne risveglia l’interesse per etnografia e antropologia.

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Pubblicato

31-07-2020

Fascicolo

Sezione

Sezione monografica: Cesare Pavese, il racconto tra razionale e irrazionale

Come citare

[1]
F. Chianese, «L’incontro con l’altro come trauma creativo: Da “Il carcere” a “Paesi tuoi”», Ticontre, fasc. 13, lug. 2020, doi: 10.15168/t3.v0i13.403.