Il Record of Meeting concluso tra la Cina Continentale e Hong Kong S.A.R.
Luci ed ombre dell’accordo attraverso una comparazione con il Regolamento (UE) n. 848/2015
DOI:
https://doi.org/10.15168/tslr.v5i2.2765Parole chiave:
insolvenza transfrontaliera, Reg. (UE) n. 848/2015, Record of Meeting, Suprema Corte del Popolo della R.P.C., Governo di Hong Kong S.A.R.Abstract
L’articolo intende fornire una disamina analitica sulla disciplina del mutuo riconoscimento delle procedure d’insolvenza tra Cina Continentale e Hong Kong S.A.R. In apertura, l’autrice ripercorre quanto verificatosi nella Repubblica Popolare Cinese fino al 2021. A prevalere era, infatti, l’atteggiamento della Cina Continentale, da sempre restia al riconoscimento delle procedure d’insolvenza aperte nel territorio di Hong Kong. L’impasse termina il 14 maggio 2021 quando le parti addivengono ad un accordo: il c.d. Record of Meeting. Quest’ultimo rappresenta il primordiale tassello di un mosaico tuttora in fieri. A seguito di una sintetica analisi condotta sulla fonte prescelta dalle parti, l’autrice analizza i principali contenuti dell’accordo mediante una comparazione con il Reg. (UE) n. 848/2015. La scelta non è casuale, dal momento che, nelle pagine che seguono, si evince come il richiamato regolamento rappresenta l’archetipo a cui ambire, ma anche una bussola capace di dettare la via. In conclusione, si evidenziano le lacune del Record of Meeting e delle fonti ad esso annesse e, al contempo, si tenta di descrivere lo scenario futuro in materia di insolvenza transfrontaliera tra il maggior rivale degli Stati Uniti d’America, la Cina Continentale, e Hong Kong, il terzo centro finanziario a livello internazionale.
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