La perenne crisi della rappresentanza politica

Autori

DOI:

https://doi.org/10.15168/adp.2025.1.3444

Parole chiave:

Vittorio Emanuele Orlando, rappresentanza, capacità elettorale, partiti politici, elezioni

Abstract

Lo scritto di Vittorio Emanuele Orlando che qui si commenta presenta ancora, a distanza di 130 anni, spunti di grande interesse. Egli rintraccia il fondamento giuridico della rappresentanza nella funzione del corpo elettorale di selezionare – e quindi di eleggere – i candidati migliori, intesi come i più capaci. In questo senso la rappresentanza appare, in prima battuta, perfettamente omogenea alle dinamiche dello stato monoclasse di impronta liberale; tuttavia, è lo stesso Orlando a riconoscere che il ruolo dei nascenti partiti politici non è secondario e che l’orientamento ideologico degli elettori si sovrappone, completandola, alla scelta dei migliori sulla base di un parametro di capacità. Qualora la rappresentanza non risponda a questa sua funzione di selezione dei più capaci è destinata ad entrare in crisi senza riuscire a soddisfare le premesse su cui si fonda.

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Pubblicato

2025-04-15

Come citare

Gratteri, A. (2025). La perenne crisi della rappresentanza politica. Antologia Di Diritto Pubblico, (1), 63–81. https://doi.org/10.15168/adp.2025.1.3444

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