P. Sebastiano Casara e Mgr. Luigi Cesare Pavissich
DOI:
https://doi.org/10.15168/rs.v0i4.125Abstract
Il contributo ci offre la possibilità di conoscere un carteggio di notevole valore storico: le lettere che reciprocamente si scambiano il Mgr. Luigi Cesare (De) Pavissich e P. Sebastiano Casara. Sono gli anni della censura rosminiana, del Post obitum del 1887, che ufficializza una presa di distanza dell’istituzione Chiesa nei confronti del pensiero, della persona e dell’eredità di Antonio Rosmini. In un simile contesto emerge tuttavia il prezioso contributo di questi due uomini di Chiesa, capaci di distaccarsi da un’obbedienza non virtuosa verso l’istituzione, per valorizzare il pensiero e la figura del Roveretano. Di fronte alla campagna critica promossa dagli oppositori di Rosmini, Pavissich tenta in particolare di presentare e far conoscere la questione rosminiana per quello che essa davvero rappresenta all’interno della cultura multietnica dell’impero austro-ungarico. A tal proposito compone due volumi, raccogliendo da un lato gli scritti aventi come oggetto d’indagine il movimento contemporaneo rosminiano, e dall’altro un fecondo epistolario intrattenuto con rosminiani e non solo. Purtroppo, il secondo volume è al momento disperso; questo non ha fermato il professor Bruzzone, che dalla corrispondenza superstite fa emergere l’amicizia epistolare tra i due prelati. Motivo di scambio e di condivisione, come il lettore potrà notare, è in particolare l’ammirazione per Rosmini e lo studio della sua opera.
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