Tra logica e metafisica
Il riposizionamento ontologico hegeliano negli anni di Jena
DOI:
https://doi.org/10.15168/2385-216X/3522Parole chiave:
logica speculativa, ontologia vivente, metafisica della soggettività, scritti jenesi, sistema hegelianoAbstract
Dall’introduzione alla sezione “Excursus”:
Assumendo come principale terreno d’indagine le pagine manoscritte su logica e metafisica legate ai corsi del 1804-1805, per poi estendere l’analisi ad altri versanti della produzione hegeliana, l’articolo ripercorre la trasformazione del pensiero metafisico dello Hegel jenese, mettendo in luce la ridefinizione complessiva del rapporto tra logica e ontologia. Pur prendendo le distanze tanto dalla metafisica classica quanto da quella dogmatica, Hegel non rinuncia alla possibilità di una conoscenza razionale dell’essere ma propone una logica speculativa capace di superare i limiti metodologici sia della metafisica tradizionale che della critica kantiana. Mediante una riconfigurazione del sapere in chiave genetica e processuale, Hegel propone una metafisica intesa come discorso immanente, radicata nell’attività produttiva del pensiero. Questa prospettiva culmina nella concettualizzazione di una ‘ontologia vivente’, in cui le categorie logiche non sono più formalità inerti, ma risultano dinamicamente intrecciate con la realtà stessa. Lo studio ricostruisce dunque il percorso hegeliano dalla critica della ragione astratta all’elaborazione di un sistema in cui l’impulso metafisico viene conservato, trasformato e riformulato entro un quadro speculativo che giunge infine a fondare una rinnovata scienza filosofica dell’essere.
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