Dal linguaggio della fisica al linguaggio dell’IA, passando per la fertilizzazione delle scienze incrociata

Autori

  • Roberto Borelli Università di Padova
  • Sofia Lezuo Università di Padova

DOI:

https://doi.org/10.15168/digiti.i5.3811

Abstract

Il linguaggio delle scienze `e da sempre oggetto di riflessione. Ricordiamo, a tal proposito, il trattato Il Saggiatore (1623) di Galilei. In esso troviamo l’affermazione: «Egli [il libro della filosofia naturale] `e scritto in lingua matematica». Su questa scia, nel 1960 Wigner nel testo L’irragionevole efficacia della matematica nelle scienze naturali, mette in evidenza l’inspiegabile e profondo legame che permette a una scienza pura ed astratta come la matematica di descrivere fenomeni del mondo fisico con una precisione inaspettata. Lo stesso si pu`o dire per quanto concerne l’informatica teorica. Nel 2001, Halpern enfatizza il ruolo della logica matematica nei fondamenti dell’informatica.

Se le discipline fisiche e informatiche possiedono un linguaggio formalizzato, l’intelligenza artificiale (IA) non ne ha ancora uno univoco: oggi si divide tra IA simbolica, basata sulla manipolazione logica di simboli, e IA sub-simbolica, fondata su metodi statistici e ottimizzazione matematica. Nonostante l’attuale mancanza di un linguaggio per l’IA, tali materie si intrecciano: molte simulazioni fisiche sfruttano algoritmi e tecniche di IA, mentre diversi modelli di IA traggono ispirazione da modelli fisici, così come le reti di Hopfield, cui `e stato assegnato il Premio Nobel per la Fisica 2024.

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Pubblicato

2025-12-18

Fascicolo

Sezione

Visioni e coscienze