La diligente salute
Contini sul significato dell’attività intellettuale
DOI:
https://doi.org/10.15168/rs.v0i3.51Parole chiave:
Gianfranco Contini, metodo, etica, Leo Spitzer, Benedetto Croce, Friedrich Hölderlin, Antonio RosminiAbstract
Dall’introduzione alla sezione “Spazio aperto”:
Il contributo è la rielaborazione di un intervento tenuto da Enrico Piergiacomi in occasione del seminario A proposito di Gianfranco Contini (11 aprile 2014, Università degli Studi di Trento). Il centro dell’interesse di Piergiacomi è la particolare prospettiva in cui Contini guardava all’umana attività intellettuale e, più in generale, all’impegno dell’uomo nel mondo; per Contini, nell’azione dell’uomo “salute” e autocontrollo razionale devono combinarsi con un “grano di follia”, o quantomeno di entusiasmo, che funge da forza propulsiva. A questo nucleo tematico, che in Contini si radica (a diverso titolo) nella lettura di Hölderlin, Croce, Spitzer, può essere ricondotto secondo Piergiacomi anche l’influsso del rosminiano “principio di passività”, in cui la funzione di controllo dell’umana ragione cede di fronte alla fiducia nella Provvidenza; un principio che, del resto, Contini conosceva sin dagli anni della sua formazione nel Collegio dei Padri Rosminiani di Domodossola.
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