Ticontre. Teoria Testo Traduzione https://teseo.unitn.it/ticontre <p>La rivista <em>Ticontre. Teoria Testo Traduzione</em> (ISSN 2284-4473) nasce dall’esigenza di fornire una piattaforma di discussione aperta, che proponga una riflessione sul testo letterario allo stesso tempo innovativa e attenta agli elementi che compongono il centro delle tradizioni critiche dell’area europea e americana.</p> it-IT Ticontre. Teoria Testo Traduzione 2284-4473 L’ambiguità della questione femminile nell’Orlando furioso https://teseo.unitn.it/ticontre/article/view/2267 <p align="justify"><span style="font-family: EB Garamond 12 Regular, serif;"><span style="font-size: small;">L’intento di questo lavoro è l’interpretazione del personaggio Marfisa nell’<em>Orlando furioso</em>. Si articola lungo due direttrici a cui corrispondono due sezioni: la prima è dedicata all’analisi del personaggio, la seconda invece allo studio degli interventi extra-diegetici del narratore sulla tematica femminile. Queste due linee, che saranno tenute in un primo momento parallele, verranno poi fatte incontrare nella parte conclusiva dello studio per proporre un’interpretazione complessiva dell’atteggiamento del narratore nei confronti delle donne all’interno del poema, atteggiamento sempre oscillante tra la serietà grave e la risata leggera, tra la condanna, la presa in giro e la lode. Questa ambiguità ironica, come si vedrà, risponde più a motivi estetici che ideologici: è da ricondurre infatti a quel principio di armonia compensativa su cui si fonda l’intera opera.</span></span></p> Paolo Cerutti Copyright (c) 2022 Paolo Cerutti https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-01-14 2023-01-14 18 Avventure teatrali di Jacopo Ortis https://teseo.unitn.it/ticontre/article/view/2258 <p>L’intervento intende soffermarsi su tre trasposizioni teatrali delle <em>Ultime lettere di Jacopo Ortis</em> di Ugo Foscolo, risalenti alla prima metà dell’Ottocento: <em>Jacopo Ortis, dramma tragico in cinque atti</em> (1812) del nobile napoletano Giovanni Carlo Cosenza, <em>Jacopo Ortis, dramma</em> (1822) del genovese Francesco Trucco, condiscepolo universitario di Mazzini, e <em>Jacopo e Teresa</em> (1832) del toscano Luigi Barsanti. Dopo aver ricostruito le motivazioni sottese al giudizio, espresso dal letterato zantiota, circa la non teatrabilità del suo romanzo, ci interrogheremo su come il passaggio a una modalità drammatica abbia modificato l’ipotesto di riferimento.</p> Matilde Esposito Copyright (c) 2022 Matilde Esposito https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-01-14 2023-01-14 18 Potere, ambizione personale, velleità politiche ne Il Cesare di Orlando Pescetti https://teseo.unitn.it/ticontre/article/view/2256 <p>La figura di Giulio Cesare, spesso criticata nel Rinascimento, viene ripresa nella tragedia <em>Il Cesare</em> di Orlando Pescetti (1594). Lo scrittore, che dedica l’opera ad Alfonso II, non porta in scena un inno alla repubblica o all’impero, bensì un dramma equidistante. Pescetti, in un continuo rinvio analogico al suo presente, mostra i limiti della società romana e della politica del tempo, contraddistinta dalla velleità dei cesaricidi, dagli interessi privati di Marco Antonio, dalla smania di potere di Cesare.</p> <p>&nbsp;</p> Matteo Bosisio Copyright (c) 2023 Matteo Bosisio https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-01-14 2023-01-14 18 Fissare «a lungo, sempre più a lungo» https://teseo.unitn.it/ticontre/article/view/2265 <p>La poesia di De Angelis è andata definendosi fin da subito su pochi eterni ritorni – ritorni che hanno, prevedibilmente, carattere ossessivo e che insistono sul mito dell’adolescenza agonistica, l’evidenza satura del presente e lo spavento della fine. Il ritorno si configura, da un lato, come persistenza delle stesse immagini e degli stessi luoghi e personaggi in raccolte anche molto lontane nel tempo, e dall’altro come tendenza a scrivere poesie dense di figure iterative. A partire dalla lettura di <em>Linea intera, linea spezzata</em>, l’ultima raccolta pubblicata nel 2021 e particolarmente interessata dal fenomeno iterativo, si intende offrire qui un primo sguardo complessivo su usi e tipologie delle ripetizioni negli ultimi libri di De Angelis: <em>Tema dell’addio</em> (2005), <em>Quell’andarsene nel buio dei cortili </em>(2010) e <em>Incontri e agguati </em>(2015).</p> <p> </p> <p>De Angelis' poetry has been defined by a few eternal returns - returns that have, predictably, an obsessive character and that subsist on the myth of agonistic adolescence, the saturated evidence of the present and the fear of the end. On one hand, the return takes the form of images, places and characters that are in different collections very distant in time, on the other, of a tendency to write poems dense with iterative figures. Starting with the reading of <em>Linea intera, linea spezzata</em>, the last collection published in 2021 and particularly affected by the iterative phenomenon, we intend to offer here a first overall look at the uses and typologies of repetitions in De Angelis’ latest books: <em>Tema dell’addio</em> (2005), <em>Quell’andarsene nel buio dei cortili </em>(2010) and <em>Incontri e agguati</em> (2015).</p> Agnese Pieri Copyright (c) 2022 Agnese Pieri https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-01-14 2023-01-14 18 Fuga dal paradiso e abiura dell'innocenza https://teseo.unitn.it/ticontre/article/view/2270 <p>Il saggio esamina l’ultimo grande romanzo di Elsa Morante come una specie di riscrittura del Paradise Lost di Milton in chiave post-freudiana. Il protagonista, Manuel, &nbsp;ha conosciuto o creduto di vivere in una condizione paradisiaca di simbiosi con la madre, Aracoeli. Questa simbiosi è durata però poco e da quel paradiso Manuel è stato scacciato traumaticamente, diventando un infelice. Tanto più infelice perché impossibilitato a dimenticare quel ricordo-sogno che è stata la sua infanzia. Da allora in poi il protagonista cerca disperatamente, assurdamente di ripristinare quella condizione paradisiaca, tentando di riconnettersi immaginariamente al fantasma indimenticabile di una madre che nel frattempo è morta. L’impresa è destinata a fallire ma incredibilmente quel fallimento mette capo in extremis a una nuova e “miracolosa” speranza, questa volta mediata dalla figura del padre, una figura che era stata originariamente respinta e discreditata e che alla fine viene ritrovata e per così dire salvata. Grazie a questo ideale ricongiungimento Manuel potrà finalmente abiurare la sua fede distorta nel fantastico e perduto paradiso materno e immaginare un’accettazione della sua condizione di essere umano dolente ma riconciliato con il mondo. L’ipotesi del saggio è che dunque <em>Aracoeli</em> non sia tanto e soltanto il racconto di una lunga ossessione individuale, &nbsp;bensì il racconto struggente di una possibile liberazione dai fantasmi del passato che impedivano al protagonista di amare la vita “com’è”; &nbsp;di un possibile nuovo patto con una figura paterna recuperata attraverso la compassione. In definitiva il racconto della vicenda di Manuel è un po’ l’allegoria di una possibile riconquista non del paradiso ma del reale perduto, che ha una portata di carattere generale, e cioè che ci parla di un bisogno che dall’anno di pubblicazione del romanzo non ha fatto che crescere.</p> Stefano Brugnolo Copyright (c) 2023 Stefano Brugnolo https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-01-14 2023-01-14 18 Come leggere un'onda https://teseo.unitn.it/ticontre/article/view/2266 <p style="font-weight: 400;">L’articolo propone un’analisi del racconto <em>Lettura di un’onda</em>, testo di apertura di <em>Palomar</em> di Italo Calvino (1983)<strong>.&nbsp; </strong>Lo scopo è mostrare come, anche a fronte di una resa letteraria molto efficace dell’esperienza sensibile, la questione del metodo prenda progressivamente il sopravvento, denunciando i principali nodi di problematicità epistemologica della descrizione. L’articolo, prende le mosse dall’analisi del brano, letto sullo sfondo – e come esempio paradigmatico – dell’intera raccolta<em>. </em>Attraverso la lettura analitica del racconto, condotta anche tenendo conto di alcune varianti d’autore,&nbsp; si intende mostrare come l’ideale di esattezza descrittiva tenti di prendere forma sulla pagina scritta, soffermandosi soprattutto sull’analisi di alcune <em>corretiones</em> interne al testo. Infine, attraverso un confronto con la produzione saggistica dell’autore, si mostra come la scrittura calviniana, declinata nelle diverse forme di descrizione, racconto e meditazione, tenti di aggirare lo scacco gnoseologico, cercando di rappresentare la complessità e la mutevolezza del reale. &nbsp;</p> Agnese Macori Copyright (c) 2023 Agnese Macori https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-01-14 2023-01-14 18 Le Tentazioni di Babele https://teseo.unitn.it/ticontre/article/view/2283 <p>L’articolo prende avvio dal riconsiderare il Mito di Babele e le sue interpretazioni (Zumthor, Derrida, Steiner, tra gli altri), specie al riguardo della ricezione ebraica (Di Cesare), per affrontare il rapporto tra lingua madre e multilinguismo, a partire dal <em>memoir</em> metanarrativo <em>Chut: Histoire d’une </em><em>enfance</em> dell’autore franco-americano Raymond Federman. Si sottolinea, attraverso una riflessione sulla condanna ma anche sulla risorsa del multilinguismo, il legame tra esperienza della lingua ed esperienza del male, presentata in Federman come snodo per una particolare letteratura testimoniale della Shoah. Nel contesto di un approccio postmonolingue (Yildiz) – che permette di rivedere anche il rapporto tra la traduzione e la sua ‘lingua pura’ (nel Benjamin commentato da Berman) – si analizza l’infanzia linguisticamente diasporica raccontata nel romanzo di Federman – e con essa la stessa condizione dell’essere scrittore ebreo – tracciando affinità con altre due opere fondamentali della diaspora letteraria ebraica multilingue del Novecento: <em>Die gerettete Zunge </em>di Elias Canetti e <em>Call it sleep</em> di Henry Roth.</p> Alessandro Raveggi Copyright (c) 2023 Alessandro Raveggi https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-01-14 2023-01-14 18 Il Sereni perduto https://teseo.unitn.it/ticontre/article/view/2261 <p>Questo articolo presenta la traduzione di Vittorio Sereni di <em>Up at La Serra </em>di Charles Tomlinson, precedentemente ritenuta perduta. Il testo viene studiato nel contesto del più ampio dibattito sulla ritraduzione che ha animato gli studi di traduttologia degli ultimi anni. La (ri)scoperta della traduzione non solo ci aiuta ad avere una comprensione più completa della produzione di Sereni, ma modifica anche lo scenario della ricezione e traduzione di Charles Tomlinson in Italia. L’articolo mostra dunque l’importanza della considerazione dei materiali di archivio all’interno del dibattito sulla ritraduzione.</p> <p> </p> Anna Saroldi Copyright (c) 2022 Anna Saroldi https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-01-14 2023-01-14 18 «Ah sta èstasicuà». Meneghello traduttore di Donne https://teseo.unitn.it/ticontre/article/view/2262 <p class="p1"><span class="s1">Questo articolo propone uno studio dell’inedita trasposizione vicentina di <em>The Extasie</em> di John Donne realizzata da Luigi Meneghello. Si tratta di uno di quei <em>tormenti linguistici</em> che sono infine stati esclusi dal volume <em>Trapianti</em> (Rizzoli, 2002) e rimasti allo stadio di stesure manoscritte, conservate presso il Fondo Meneghello del Centro per gli studi sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei dell’Università di Pavia. All’interno dell’articolo viene pubblicato il testo della traduzione e viene condotta una sua prima analisi, mettendone in luce le varie fasi di elaborazione e soffermandosi sulle modalità libere attraverso le quali Meneghello adatta la lingua, la semantica e il metro del testo originale al sistema culturale e linguistico vicentino, ampliando anche – in un movimento bidirezionale – le potenzialità espressive del dialetto, che si rinnova nell’interazione con il linguaggio poetico di Donne e si arricchisce di neologismi e calchi dall’inglese.</span></p> Noemi Nagy Copyright (c) 2023 Noemi Nagy https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-01-14 2023-01-14 18 Quasi cursores vitai lampada tradunt https://teseo.unitn.it/ticontre/article/view/2259 <p>In questo lavoro sono indagate le modalità e le intenzioni dell’esperienza traduttiva di Milo De Angelis intorno al <em>De rerum natura</em> di Lucrezio. Nella prima parte della ricerca si proporrà il confronto tra un brano lucreziano tradotto dalla redazione di <em>Niebo</em>, rivista quadrimestrale di poesia, diretta per tre anni da De Angelis, con una traduzione successiva ad opera del solo De Angelis, mettendo in luce l’evoluzione da una resa complessivamente fedele all’autore antico ad una resa più libera. Nella seconda parte, il lavoro considererà lo sviluppo della lettura deangelisiana del <em>De rerum natura</em>, analizzando alcuni brani tratti dalla raccolta antologica lucreziana <em>Sotto la scure silenziosa</em> (SE 2005) e mostrando l’approdo ad una traduzione che si presenta nella forma di una riscrittura vera e propria.</p> Camilla Tibaldo Copyright (c) 2023 Camilla Tibaldo https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-01-14 2023-01-14 18 Metti Shakespeare a una festa https://teseo.unitn.it/ticontre/article/view/2255 <p>Nell’autunno del 2021, Luke Kennard (Kingston Upon Thames, UK, 1981) vince il Forward Poetry Prize con il libro <em>Notes on the Sonnets</em>. Il libro conta nove sezioni per un totale di 154 poesie, che instaurano un rapporto non sempre netto con i sonetti di Shakespeare richiamati nel titolo. Le poesie risultano essere prosa, e non propriamente “poetica”: sono evidenti gli influssi della New York School, della Language Poetry, della Prose en prose, ma da questi movimenti Kennard si distacca per tentare una propria via alla poesia in prosa contemporanea, una via che fa del forte uso dell’ironia e del surreale la propria cifra stilistica. Dopo l’introduzione, il saggio di Carlo Londero offre la traduzione in italiano della prima sezione di <em>Notes on the Sonnets</em>, cui seguono le note di traduzione schematiche e puntuali nel restituire al lettore le scelte traduttorie e le divergenze (necessarie o stilistiche) dal testo di partenza, nonché i lacerti/campionature testuali prelevati dai sonetti di Shakespeare disseminati nei <em>Notes</em> di Kennard.</p> CARLO LONDERO Copyright (c) 2023 CARLO LONDERO https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-01-14 2023-01-14 18 Funghi parigini di Amélie Nothomb https://teseo.unitn.it/ticontre/article/view/2268 <p class="p1"><span class="s1">Nel 2007, Amélie Nothomb pubblica una novella dal titolo <em>Les Champignons de Paris</em> sul giornale satirico francese <em>Charlie Hebdo</em>. Questo contributo ne propone la traduzione inedita, tesa a rispettare e sottolineare lo stile dell'originale, preceduta da un commento. Si vuole mostrare come il testo sia prova di un certo <em>engagement</em> dell’autrice e come la poetica di Nothomb si sia mantenuta intatta anche in una forma diversa da quella del romanzo e che anzi, alcuni aspetti, come l’ironia, ne risultino esaltati.</span></p> SERENA VINCI Copyright (c) 2023 SERENA VINCI https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2023-01-14 2023-01-14 18