Chat Control and the Repercussions of Mandatory Communication Detection
Reconciling the EU Child Sexual Abuse Regulation Proposal (2022/0155) with Fundamental Rights, Privacy and Cybersecurity Standards
DOI:
https://doi.org/10.15168/tslr.v8i1.3967Parole chiave:
child sexual abuse material, scanning technologies, cybersecurity, end-to-end cryptography, EU Proposal 2022/0155Abstract
Questo articolo analizza la proposta di regolamento dell’Unione europea sulla prevenzione e il contrasto degli abusi sessuali sui minori online, comunemente nota come “Chat Control”, e le criticità giuridiche, tecniche e di tutela dei diritti fondamentali derivanti dal passaggio da sistemi volontari a obblighi di rilevazione dei materiali pedopornografici online. Il contributo colloca la proposta nel più ampio quadro regolatorio europeo, anche alla luce della deroga temporanea prevista dal Regolamento 2021/1232 e delle sue successive proroghe, evidenziando la frammentazione e l’incertezza giuridica che ne sono derivate. Sebbene la proposta persegua l’obiettivo di armonizzare gli obblighi dei prestatori di servizi e rafforzare la protezione dei minori, essa presuppone l’esistenza di tecnologie di scansione affidabili e sicure, trascurando vulnerabilità informatiche ancora irrisolte e rischi significativi per la privacy e la protezione dei dati personali. L’analisi dimostra che gli ordini obbligatori di rilevazione, potenzialmente destinati a incidere su tutti i principali servizi di comunicazione, richiederebbero sistemi invasivi di verifica dell’età e tecnologie idonee a compromettere la cifratura end-to-end. Strumenti quali il client-side scanning, il perceptual hashing e i sistemi di rilevazione del grooming basati sull’intelligenza artificiale restano tecnicamente fallibili, esposti a falsi positivi e vulnerabili a forme di elusione, collisione e perdita di dati. I conseguenti obblighi di trattamento sollevano questioni ancora aperte in tema di affidabilità della prova, garanzie procedurali e compatibilità con gli artt. 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. L’articolo sostiene inoltre che infrastrutture di scansione su larga scala rischiano di determinare una deriva funzionale verso forme di sorveglianza di massa incompatibili con la giurisprudenza europea sui diritti fondamentali e con gli standard di cybersicurezza. Pur riconoscendo che il contrasto agli abusi sessuali online sui minori costituisce un obiettivo di interesse pubblico essenziale, la proposta attuale non offre un quadro proporzionato, prevedibile sul piano giuridico e sicuro sul piano tecnico. Il contributo conclude che qualsiasi soluzione efficace di lungo periodo debba integrare garanzie rigorose, trasparenza, sostenibilità tecnologica e una tutela forte delle comunicazioni sicure.
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