La linea e il movimento

Autori

  • Cecilia Bianchi

DOI:

https://doi.org/10.15168/xy.v1i1.11

Abstract

La linea, nella sua dimensione più pura, è una traccia immaginata, un concetto mentale che cattura e mostra i pensieri e le cose sul foglio. Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, racconta la disputa tra due pittori, Apelle e Protogene, in cui emerge l’idea che il disegno sia innanzitutto una linea generata dal movimento della mano. Questo movimento rappresenta l’atto fondativo di qualsiasi figurazione: non si tratta però dell’azione meccanica e materiale, ma del pensiero stesso della mente. Nella tradizione umanistica, il gesto della mano diventa un atto simbolico. Leon Battista Alberti, nel De Pictura, parla di circumscriptione, come processo intellettuale di definizione dell’immagine. Il disegno è dunque inteso come luogo privilegiato di ideazione e come fondamento delle tre arti figurative. Di questo è consapevole Giorgio Vasari quando parla del disegno come “padre delle tre arti nostre”e Federico Zuccari nella distinzione tra “disegno interno” e “disegno esterno”. In questa dimensione il disegno è il pensiero stesso della mente che prende forma sul foglio e che in esso si può concludere. Il disegno ha la straordinaria capacità di rendere visibili le cose e di sviluppare un certo modo di vederle. Da qui è centrale la questione del “saper vedere”di cui parla Viollet-le-Duc nella sua Storia di un disegnatore, un modo di vedere che comporta una riflessione critica e interpretativa di ciò che l’architetto osserva. A tal proposito, lo scrittore Paul Valéry ha sostenuto che “il vedere per disegnare”comporta il superamento del modo abituale di vedere. La linea che contorna ogni cosa ha quindi un suo valore fondamentale per l’architetto, perché è il luogo in cui può decifrare la realtà e attuare una continua ricerca sperimentale e creativa. Il disegno, nella dimensione più pura della linea, riesce a sondare il reale, a penetrare la profondità delle cose e del pensiero, attraverso un moto a spirale che non chiude i corpi ma ne genera costantemente di nuovi.

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Pubblicato

2019-09-05

Come citare

Bianchi, C. (2019). La linea e il movimento. XY. Studi Sulla Rappresentazione dell’architettura E sull’uso dell’immagine Nella Scienza E nell’arte, 1(1), 126–139. https://doi.org/10.15168/xy.v1i1.11