Interpretare il diritto per individuare i princìpi generali dell’ordinamento
La difesa di Emilio Betti del “compito perenne” del giurista
DOI:
https://doi.org/10.15168/adp.2026.1.4097Parole chiave:
principi generali del diritto, interpretazione giuridica, Emilio Betti, ordinamento fascista, teoria generale del dirittoAbstract
L’autore analizza il breve saggio con cui Emilio Betti nel 1943 prende posizione sul progetto del ministro Grandi volto a fissare per legge i “Princìpi generali dell’ordinamento giuridico fascista”. Betti solleva forti perplessità in merito, sostenendo che princìpi generali di tale natura non possono essere fissati in norme cogenti e che la loro individuazione ed elaborazione spetta all’interpretazione dei giuristi. Le sintetiche motivazioni addotte nel saggio sono poi riprese ed ampiamente sviluppate da Betti nella sua fondamentale Teoria generale della interpretazione, pubblicata nel 1955, nella parte relativa all’interpretazione giuridica. Confrontando i due scritti, l’Autore del presente saggio nota la chiara derivazione del secondo dal primo e la loro sostanziale coerenza.
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