La procreazione post-mortem: tra carenze legislative e supplenza giurisprudenziale

Autori

  • Franca Meola

DOI:

https://doi.org/10.15168/2284-4503-4208

Parole chiave:

procreazione post-mortem, genitorialità intenzionale, consenso informato, status filiationis, crioconservazione

Abstract

Il saggio analizza la procreazione post-mortem in Italia, evidenziando il profondo contrasto tra i divieti della l. n. 40/2004 e la tutela dell'autodeterminazione procreativa. Attraverso lo studio dell’evoluzione giurisprudenziale, il testo valuta criticamente il divieto basato sul requisito della compresenza in vita della coppia, mettendo in luce come la prassi pretoria distingua l’impianto legittimo di embrioni crioconservati dalla controversa fecondazione di gameti successiva al decesso. L’indagine evidenzia, sulla scorta della giurisprudenza di legittimità, la centralità del consenso informato quale fondamento dello status filiationis. Infine, lo scritto propone un confronto con il modello normativo spagnolo per superare le attuali aporie dell’ordinamento interno.

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Pubblicato

2026-07-28

Fascicolo

Sezione

Focus on

Come citare

Meola, F. (2026). La procreazione post-mortem: tra carenze legislative e supplenza giurisprudenziale. BioLaw Journal - Rivista di BioDiritto, 2, 193-208. https://doi.org/10.15168/2284-4503-4208

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