Leggibilità, tempo narrativo e autorità istituzionale
Un saggio sulla composizione giuridica del mondo
DOI:
https://doi.org/10.15168/cll.v5i1.4076Parole chiave:
diritto e letteratura, narratività giuridica, teoria processuale, prova, leggibilità pubblicaAbstract
Il saggio esamina l’autorità giurisdizionale nel punto d’intersezione tra filosofia del diritto, teoria narrativa e sociologia del campo giuridico. La sua ipotesi centrale è che il diritto non si limiti ad applicare norme a fatti già disponibili, ma operi come forma istituzionale di composizione del mondo sociale. Esso produce regimi di lettura, ordina temporalità, seleziona voci, attribuisce credibilità e stabilizza versioni concorrenti della realtà. La decisione giudiziaria appare, in questa prospettiva, come il risultato di operazioni di selezione, gerarchizzazione, montaggio e riscrittura che investono documenti, prove, enunciati e ritmi processuali. In tal senso, il processo diventa una tecnologia simbolica di ordinamento del visibile, più che una semplice sequenza procedurale. La conclusione sostiene che la leggibilità pubblica costituisce un indice decisivo di maturità giurisdizionale quando rende visibili e discutibili tali operazioni. Essa non coincide con una trasparenza ingenua del potere, ma con l’esposizione criticabile dei passaggi interpretativi, temporali e documentali attraverso cui l’autorità trasforma il conflitto in decisione riconoscibile e controllabile.
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