L’eccezione poetica tra prosa, tempo e silenzio

Authors

  • Serena Kathrin Lanfranchi University of Trento

DOI:

https://doi.org/10.15168/digiti.i6.4147

Abstract

La poesia può essere considerata come una forma di eccezione: eccezione alla prosa, al tempo e al silenzio. In primo luogo, il verso costituisce un’eccezione alla prosa: attraverso ritmo, cesure e condensazioni semantiche, la poesia sospende la linearità discorsiva e si propone come ‘via altra’ rispetto alla prosa. In secondo luogo, in poesia si assiste ad una sospensione della temporalità: il linguaggio è costretto ad arrestarsi; questo è visibile non solo graficamente, ma anche concettualmente, poiché le parole sono spinte a intensificarsi. L’interruzione temporale evoca pertanto emozioni al di fuori del prevedibile. Infine, la poesia può configurarsi come eccezione al silenzio imposto da determinate condizioni storiche ed esistenziali. Ne è un esempio la poetica di Paul Celan, costretta a rischiare l’ammutolimento per poter nuovamente esistere dopo la Catastrofe del Novecento. Di fronte al veto di Adorno, la sua poesia rappresenta l’eccezione, capace di affermarsi in un mondo umanamente intorpidito. Questi tre ‘stati di eccezione’ – non di certo gli unici – di cui è propria la poesia non sono un modo per esaltarne una presunta superiorità rispetto ad altre forme d’arte, ma per riconoscere la sua funzione necessaria: interrompere, mettere in crisi e risemantizzare.

Published

2026-06-18

Issue

Section

Espressioni [Expressions]