Antonio Rosmini vero poeta della filosofia

Autori

  • Giovanni Moretto
  • Guido Ghia Istituto Europa Unita, Chivasso

DOI:

https://doi.org/10.15168/rs.v0i4.124

Parole chiave:

Antonio Rosmini, Alessandro Manzoni, Giuseppe Capograssi, verità, carità, poesia, poiesis

Abstract

Dall’introduzione di Guido Ghia: 
Nel numero di maggio 1995 della rivista mensile dei Paolini «Jesus», Giovanni Moretto (1939-2006), all’epoca professore ordinario di Filosofia teoretica all’Università di Genova, pubblicava l’articolo che oggi, a distanza di più di vent’anni, riproponiamo ai lettori e agli studiosi rosminiani. Lo facciamo perché convinti che, al di là del tono inevitabilmente «giornalistico» del contributo, esso non abbia perso nulla della sua originalità e del suo valore scientifico. In questo articolo, infatti, Moretto insiste particolarmente sull’esistenza di un vero e proprio “caso Rosmini”, individuato già nel 1935 dal filosofo del diritto Giuseppe Capograssi (1889-1956), un pensatore che Moretto vede particolarmente vicino alla spiritualità rosminiana. Il filosofo roveretano, infatti, ha trovato una maggiore koinonia di pensiero nei letterati (su tutti Manzoni, Tommaseo, Fogazzaro e Rebora) che nei filosofi.

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Pubblicato

2017-12-13

Fascicolo

Sezione

Overtime