Velimir Chlebnikov
Due brevi prose del periodo tardo: "Otjabr' na neve" e "Nikto ne budet otricat'…" (1918)
DOI:
https://doi.org/10.15168/t3.v0i13.395Palabras clave:
Chlebnikov, prosa, Rivoluzione d’Ottobre, guerra civileResumen
Negli ultimi decenni Velimir Chlebnikov (1885-1922), uno tra più noti poeti del Novecento russo che generalmente viene considerato un esponente dell’avanguardia futurista, è stato oggetto di una grandissima attenzione, non solo riservata al ruolo di primus inter pares che l’autore occupò all’interno della corrente cubofuturista, ma soprattutto alla sua produzione poetica e alle sue teorie logopoietiche (slovotvorčestvo, korneslovie, zaum’…). Con il presente contributo, in cui proponiamo la traduzione inedita in italiano delle brevi opere in prosa narrativa Oktjabr’ na Neve (1918) e Nikto ne budet otricat’… (1918), intendiamo soffermarci su una parte della produzione letteraria chlebnikoviana che ad oggi non ha ricevuto la dovuta attenzione né in Italia, né a livello internazionale. Ad esclusione di sporadici casi, uno dei quali compare sul celeberrimo Poesie di Chlebnikov di A.M. Ripellino, la prosa di Chlebnikov non è stata sostanzialmente mai tradotta in italiano. Le prove di traduzione saranno corredate da una nota del traduttore in cui esporremo una riflessione a partire da alcune osservazioni di Ju. Tyn-janov, T. Gric e R. Duganov; inoltre, verranno messe in evidenza le particolarità stilistiche e formali della prosa di Velimir Chlebnikov, nonché le problematiche che esse comportano nella traduzione.
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