A Legal Appraisal of the Application of the Principle of Humanity in the Criminal Justice System of Cameroon
DOI:
https://doi.org/10.15168/tslr.v8i1.3976Parole chiave:
principio di umanità, giustizia penale nel Camerun, divieto di tortura, riabilitazione degli autori di reato, diritti delle vittimeAbstract
Questo articolo valuta l’applicazione del principio di umanità nel sistema di giustizia penale del Camerun. Tale principio vieta la tortura e le pene o i trattamenti inumani o degradanti, promuove la riabilitazione e la risocializzazione degli autori di reato e tutela i diritti delle vittime. Esso non impedisce la punizione, ma ne orienta l’esercizio verso forme più eque, assicurando che il sistema di giustizia penale mantenga la propria legittimità. In sostanza, garantisce che la giustizia sia amministrata in modo umano e conforme al principio di proporzionalità. Il Camerun ha ratificato diversi strumenti normativi internazionali e regionali che impongono di trattare i sospettati con dignità e di informarli dei loro diritti. A livello interno, tale principio è sancito dalla Costituzione, dal Codice di procedura penale e dal Codice penale, che garantiscono, tra l’altro, la libertà dalla tortura e il trattamento umano dei sospettati. Attraverso l’impiego di fonti primarie, quali la Costituzione, la giurisprudenza, le leggi e le convenzioni, nonché di fonti secondarie, quali articoli scientifici, rassegne, opere accademiche e dati statistici raccolti, l’articolo dimostra che l’applicazione pratica di questo principio incontra importanti criticità. Tra queste rientrano le persistenti e diffuse denunce di tortura e di pene o trattamenti inumani o degradanti, le condizioni carcerarie disumane, le risorse limitate per garantire standard internazionali di riabilitazione e l’insufficienza dei meccanismi volti ad assicurare il risarcimento delle vittime di reato. Ne deriva un significativo divario tra le previsioni normative e la realtà concreta, nonostante gli impegni internazionali e le norme interne vigenti. In conclusione, l’articolo sostiene principalmente la necessità di una revisione delle garanzie giuridiche e giudiziarie, ad esempio attraverso l’introduzione di garanzie procedurali in materia di pena di morte e la modifica della Sezione 277-3 del Codice penale, affinché le pene previste per il reato di tortura siano proporzionate alla gravità degli atti. Si sostiene inoltre che lo Stato debba destinare risorse adeguate, soprattutto finanziarie e infrastrutturali, per contrastare le deplorevoli condizioni carcerarie.
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