I segreti delle donne
Tra oggettificazione e sensibilità
DOI:
https://doi.org/10.15168/digiti.i5.3816Abstract
Partendo dal manoscritto 1586 della Biblioteca Comunale di Trento, contenente il De secretis mulierum dello Pseudo Alberto Magno, si vuole fare una riflessione sul modo in cui filosofi e medici medievali hanno parlato della donna, del suo corpo, delle sue malattie, dei suoi «segreti» – per riprendere il titolo dell’opera.
Il loro approccio teoretico può essere confrontato con quello pratico di Trotula, un medico-donna dell’XI secolo che si rende conto, tra le altre cose, che le donne faticano a parlare del proprio corpo e della propria intimità con un medico-uomo.
La nostra vuole essere una riflessione, oltre che su questi due linguaggi della medicina femminile, anche sul rapporto tra quello che si dice sul corpo della donna – quello che gli uomini dicono – e quello che non viene detto – spesso, proprio dalle donne.
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