La «tendenziosità» del gioco linguistico nel componimento leviano “Il primo Atlante”
DOI:
https://doi.org/10.15168/t3.v0i13.392Parole chiave:
Primo Levi, Il primo Atlante, tendenziosità, enigmistica, isotopia, inconscio, Francesco Orlando, Ignacio Matte Blanco, logica simmetricaAbstract
A partire dall’analisi di alcune sequenze di giochi verbali ed onomastici su cui è costruito Il primo Atlante, componimento scritto da Primo Levi nel 1980 e successivamente confluito nella raccolta poetica del 1984, Ad ora incerta, l’intervento, sondando gli esiti più propriamente figurali di tali congegni linguistici, intende interrogare la dinamica di uno stile, qual è quello leviano, programmaticamente predisposto alla chiarezza formale e all’intellegibilità argomentativa per rilevarne densità semantiche non sempre immediatamente evidenti. In questo senso, un testo, per molti versi eccentrico nella produzione di Levi, fornisce una traccia euristicamente utile per rileggerne l’opera alla luce di una «tendenziosità» potenziale che non solo, come ci suggerisce la lezione freudiana di Francesco Orlando, “inventa” «formazioni di compromesso», ma crea «classi» (come suggerisce un’altra grande lezione freudiana, quella di Ignacio Matte Blanco) che simmetrizzano proprio laddove la lingua si sforza di individuare con sempre maggiore precisione. La produzione di Levi mostra, nella ricorrenza di costanti paradigmatiche strutturate dallo scandaglio etimologico, una singolare capacità, insieme, di scomporre e infinitizzare, dando così voce e rappresentazione al funzionamento «bi-modale» della mente umana. Il contributo procede quindi a identificare, descrivere e chiarire le dinamiche della significazione figurale del componimento attraverso la sollecitazione del sistema «autotestuale» della poesia di Levi e il confronto con altri luoghi della sua opera, tentando di mettere in luce «l’unità» profonda della sua dimensione percettiva.
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