«Che cosa si può dire»
Le riviste di poesia italiana fra anni Settanta e Ottanta
DOI:
https://doi.org/10.15168/t3.v0i14.443Parole chiave:
poesia contemporanea, riviste del Novecento, Tabula, Tam Tam, Altri termini, Scarto minimoAbstract
Negli ultimi cinque anni si è tornati a studiare le riviste degli anni Settanta e Ottanta con uno sguardo aperto, finalizzato appunto a studiare e non solo a etichettare sulla scia di categorie già determinate. L’articolo considererà non il canone antologico, bensì quello “saggistico” delle riviste: ovvero quali autori del passato ormai concluso vengono indagati, quali maestri del presente, quali autori stranieri, quali punti di riferimento teorico. Ricostruire i punti nevralgici del dibattito poetico può rivelarsi utile per far luce su uno dei decenni di maggior cambiamento della poesia italiana. Si mostrerà che molte delle riviste di poesia degli anni Settanta e Ottanta, infatti, vengono fondate come tentativo di riempire il presunto “vuoto” letterario del decennio precedente; di conseguenza sono una officina di sperimentazione rilevante, trasversale alle correnti letterarie più note. Le riviste oggetto di studio sono le seguenti: «Tabula», «Tam Tam», «Altri termini», «Scarto minimo».
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