Il tempo della fotografia nella rappresentazione dell’architettura e del paesaggio

Autori

  • Mario Ferrara DIARC - Dipartimento diI Architettura Università Federico II di Napoli

DOI:

https://doi.org/10.15168/xy.v4i7.125

Abstract

Pierre Sorlin, nel suo I figli di Nadar, sostiene che negli anni successivi all’invenzione della fotografia, il dibattito si concentrò sull’individuazione delle differenze tra quest’ultima (immagine analogica) e la pittura (immagine sintetica). Tali differenze riguardano, tra l’altro, il tempo di esecuzione: l’immagine sintetica è legata al tempo “interno” all’autore, non per forza quello necessario all’esecuzione tecnica, ma spesso un tempo “dilatato” per fattori personali e/o contingenti. L’immagine analogica, invece, è legata al tempo di esecuzione, che può variare dalle molte ore a millesimi di secondo. Inoltre, la fotografia, ha un rapporto con il “concetto tempo” molto variegato, scaturito non solo dall’evoluzione e dalle tecniche utilizzate, ma anche dal genere fotografico e dal rapporto dell’autore con il linguaggio e le sue potenzialità espressive. Se nell’accezione più comune, la fotografia è il “congelamento di un istante”, considerato unico ed irripetibile, è altrettanto vero che la storia della fotografia è densa di esempi in cui, alla velocità di esecuzione, tipica dei fotoreporter, ed alla ricerca del “momento decisivo”, è stato contrapposto spesso, proprio nel campo della rappresentazione fotografica dell’architettura, un approccio “lento”, non solo nella tecnica di ripresa. L’articolo intende trattare i casi in cui, nella storia della fotografia, in particolare in quella della rappresentazione fotografica dell’architettura e del paesaggio, il tempo ha rappresentato non solo un necessario fattore tecnico, ma soprattutto espressivo, che ne ha condizionato il genere.

Biografia autore

Mario Ferrara, DIARC - Dipartimento diI Architettura Università Federico II di Napoli

Nasce a Caserta nel 1972. Laureato in architettura, fotografo di architettura. La sua ricerca spazia dal paesaggio all’archeologia industriale. Master II livello: La rappresentazione fotografica dell'architettura e dell'ambiente, conseguito al La Sapienza di Roma. Insegna fotografia presso strutture pubbliche e private. Al suo attivo numerose pubblicazioni e mostre. Ha insegnato fotografia di architettura all'Accademia di Belle Arti ed al momento al DIARC Facoltà di Architettura della Federico II di Napoli, dove dal 2018 inizia il Dottorato di ricerca in Rilievo e rappresentazione dell’architettura. Nel 2008 ha fotografato sette città italiane per la Deutsche Bank. Dal 2011 è tra i relatori di Photoarchitetti, evento itinerante dedicato alla teoria e tecnica fotografica in architettura. Nel 2013 ha realizzato una campagna fotografica, per conto della CEI, sulle chiese di architettura contemporanea italiane, con le immagini in mostra al museo MAXXI di Roma. Nel 2014 ha esposto al museo MACRO di Roma nell’ambito di un evento artistico organizzato da Deutsche Bank.Nel 2015 ha partecipato a “Mediterraneo: Fotografie tra terra e mare” con una mostra personale a Venezia; a Camerino MC, nell’ambito del XXV Seminario di Architettura e Cultura Urbana; a Bari nell’ambito del Museo Foto Festival. Nel 2016 ha esposto al Rovinj Photodays in Croazia.

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Pubblicato

2019-09-05

Come citare

Ferrara, M. (2019). Il tempo della fotografia nella rappresentazione dell’architettura e del paesaggio. XY. Studi Sulla Rappresentazione dell’architettura E sull’uso dell’immagine Nella Scienza E nell’arte, 4(7), 124–137. https://doi.org/10.15168/xy.v4i7.125

Fascicolo

Sezione

07-2019-Articoli