La vie mode d’emploi. Trame grafiche e narrative

Autori

  • Daniele Colistra

DOI:

https://doi.org/10.15168/xy.v4i8.161

Parole chiave:

cointrainte, Perec, trama narrativa

Abstract

La trama de La vie mode d’emploi, monumentale romanzo pubblicato da Georges Perec nel 1978, si intreccia con la vita del giovane miliardario Percival Bartlebooth. Ma il vero protagonista del racconto è il condominio in cui lo stesso Bartlebooth vive: un caseggiato parigino di dieci piani, con dieci stanze per piano. Ispirandosi a un disegno di Saul Steinberg, Perec disegna una sezione schematica del palazzo, disponendo ciascuna stanza in un quadrato di una griglia 10 x 10. In questo modo, dal pianterreno alle soffitte, tutti gli ambienti sono simultaneamente visibili. Ovviamente lo schema è incongruente rispetto a qualsiasi fabbricato reale o immaginifico, ma è perfettamente coerente dal punto di vista topologico. Su questa griglia, Perec tesse la trama della narrazione. Ogni capitolo del libro è dedicato ad una stanza, a ciò che essa contiene e ad avvenimenti che riguardano i suoi abitanti. Il tracciato seguito dalla trama si basa su diverse cointraintes, care all’OuLiPo (di cui Perec era membro): vere e proprie “costrizioni”, vincoli narrativi che tessono ulteriori trame sovrapposte al disegno complessivo della storia. Regole spietate e apparentemente meccaniche ma, come ha osservato Italo Calvino, il lavoro ultracompiuto di Perec lascia intenzionalmente un piccolo spiraglio all’incompiutezza: giunti alla stanza LXV, la trama si smaglia e si passa direttamente alla stanza LXVII. La stanza LXVI, posta nell’angolo in basso a sinistra del fabbricato, rimane inesplorata. In questo modo, Perec istituisce un parallelismo fra la narrazione, il percorso che si snoda fra gli ambienti del fabbricato e la vita “incompiuta” di Percival Bartlebooth che, in punto di morte, non riesce a inserire l’ultima tessera del puzzle alla cui costruzione aveva dedicato l’intera esistenza. Ma è l’intera impalcatura spaziale e narrativa, in cui “non accade nulla”, ad apparire incompiuta, senza senso, tautologica, infra−ordinaria; e, al tempo stesso, monumentale, coinvolgente, impeccabile, vertiginosa. Uno spazio claustrofobico e sconfinato, in cui gli ultimi cento anni della storia dell’umanità vengono ridisegnati con le parole e i gesti della quotidianità.

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Pubblicato

2020-09-04

Come citare

Colistra, D. (2020). La vie mode d’emploi. Trame grafiche e narrative. XY. Studi Sulla Rappresentazione dell’architettura E sull’uso dell’immagine Nella Scienza E nell’arte, 4(8). https://doi.org/10.15168/xy.v4i8.161