Non Animal Methods: una svolta etica e scientifica in corso?
DOI:
https://doi.org/10.15168/2284-4503-3877Parole chiave:
esperimenti animali, tecnologie non animali, “in vitro”, “in silico”, organoidi, organo su chip, tecnologie omicheAbstract
Il nuovo millennio ha visto, in Gran Bretagna, negli Stati Uniti e, sia pure con maggiori fluttuazioni e resistenze, nell’Unione Europea, istituzioni e aziende investire ingenti somme nel settore emergente delle tecnologie alternative alla sperimentazione animale, generalmente raggruppate sotto gli acronimi NAT (Non-Animal Technologies) o NAM (New Approach Methodologies). Tecniche innovative che, oltre a ridurre il numero di animali costretti alla cattività, alla sofferenza e alla morte precoce per scopi di ricerca, risultano, negli ambiti in cui sono state finora applicate, più affidabili, rapide ed economiche della sperimentazione animale tradizionale. L’articolo offre una panoramica degli sviluppi che hanno caratterizzato questo settore negli ultimi due decenni e dei loro attuali orientamenti proponendo, nella sezione finale, alcune riflessioni sulla loro rilevanza scientifica, sociale ed etica.
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