Le latitudini del Modernismo

Parlando di Stein: Mena Mitrano e Marina Morbiducci in conversazione

Autori

  • Filomena Mitrano
  • Marina Morbiducci Università di Roma - La Sapienza

DOI:

https://doi.org/10.15168/ticontre.vi18.2456

Parole chiave:

Gertrude Stein, modernismo planetario, “Tender Buttons”, teoria della traduzione, literary thinking

Abstract

In questa conversazione si intende contestualizzare il lavoro sperimentale di Gertrude Stein all’interno del dibattito sul significato di modernismo e delle sue trasformazioni nel ventunesimo secolo, soprattutto alla luce della crescente affermazione dei New Modernist Studies. La scrittura steiniana viene colta nel suo ruolo centrale svolto nelle maglie del canone letterario moderno proprio in virtù delle acquisizioni teoriche mutuate dal pensiero femminista negli ultimi decenni. In tale inquadramento si coglie un riverbero con il modernismo planetario contemporaneo cui idealmente si congiungono le audaci connessioni spazio-temporali dei temi e protagonisti steiniani: questi si affermano proprio grazie alla sua possente presenza anti-patriarcale e anti-canone. Ne consegue una visione che favorisce il flusso, l’inafferrabilità, il divenire (“process poetics”). Nella nostra conversazione, Stein appare come la creatrice di quel “literary thinking” che lei invoca al fine di prefigurare il continuum di arti-lingua-pensiero. Il modernismo di Stein rappresenta quell’attraversamento dei confini – discorsivi, di genere testuale e di campi di ricerca – oggetto di indagine dei più autorevoli critici e teorici contemporanei. L’esperienza traduttiva offre il punto di vista privilegiato per mettere in luce il modernismo proiettivo di una scrittrice il cui sperimentalismo e conseguente critica della rappresentazione diventano gli sbocchi naturali di una forma di scrittura vivente. 

Our conversation tries to contextualize the experimental work of Gertrude Stein in the lively and inspiring debate on the meaning of the concept of modernism, of its transformation and expansion in the twenty-first century, especially after the New Modernist Studies. We consider how Stein’s writing, whose centrality to the literary-critical canon today owes to the groundbreaking feminist scholarship of the past few decades, is particularly attuned to the planetary modernism embraced by contemporary scholars, as manifest both in some of her cross-spatial and cross-temporal literary heroines, and in her anti-canonical presence, which causes the canon to be always a notion in flux. In our conversation, Stein comes across as the inventor of “literary thinking” and calls for an ampler practice of literature that implies a wide plane or a continuum of art-language-thought. Stein’s modernism amounts to that crossing and re-crossing of the boundaries (of discourses, genres, and fields) which, in recent times, has inspired the most influential literary and critical thinkers. Marina Morbiducci’s translation practice becomes the vantage point from which this conversation can illuminate the hopeful modernism of a writer whose critique of representation and experimentalism were only the consequence of her search for what we might call living writing. 

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Pubblicato

21-05-2023

Come citare

Mitrano, F., & Morbiducci, M. . (2023). Le latitudini del Modernismo: Parlando di Stein: Mena Mitrano e Marina Morbiducci in conversazione. Ticontre. Teoria Testo Traduzione, (18). https://doi.org/10.15168/ticontre.vi18.2456

Fascicolo

Sezione

Sezione monografica: Tradurre i modernismi

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