L’architettura nell’opera di Francesco Pecoraro

Autori

  • Nicolò Cudini Università di Siena

DOI:

https://doi.org/10.15168/ticontre.vi24.3505

Parole chiave:

Francesco Pecoraro, letteratura italiana contemporanea, architettura, romanzo

Abstract

Dopo decenni di studio e di esercizio dell’architettura, Francesco Pecoraro esordisce a sessant’anni con i racconti di Dove credi di andare (2007): in quel momento lavora come urbanista per il Comune di Roma, dove aveva precedentemente ricoperto il ruolo di architetto. Sulla base della formazione e dell’esperienza professionale, l’articolo propone lo studio dei rapporti di parentela tra architettura e scrittura nell’opera di Francesco Pecoraro, soffermandosi soprattutto sui criteri estetici e sui dispositivi formali alla base della composizione delle opere, sui punti di contatto tra tessuto urbano e testo scritto, sui modi di intendere lo spazio fisico e lo spazio letterario. Il lavoro infine mira a far emergere l’intima concezione spaziale e a delineare una certa logica compositiva, un’ars aedificandi, attraverso la quale poter comprendere più nel profondo le forme e i significati dell’opera di Pecoraro.

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Pubblicato

18-03-2026

Come citare

Cudini, N. (2026). L’architettura nell’opera di Francesco Pecoraro. Ticontre. Teoria Testo Traduzione, (24), 179–201. https://doi.org/10.15168/ticontre.vi24.3505

Fascicolo

Sezione

Saggi

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