Human enhancement e principi di libertà, uguaglianza, solidarietà e dignità
DOI:
https://doi.org/10.15168/2284-4503-3896Parole chiave:
atto ultramedico, dignità umana, potenziamento umano, libertà, uguaglianzaAbstract
Si discute il problema dell’uso delle tecnologie informatiche e biologiche nell’esecuzione dell’atto medico e di quello ultramedico, teso cioè allo human enhancement. Riconsiderando tali princìpi, soprattutto di uguaglianza e dignità, fruendo anche del concetto di atto medico e della deontologia che lo contraddistingue, si giunge alla conclusione per cui non dovrebbe essere consentito a nessun facoltoso di conseguire, contrariamente ad altri, il potenziamento delle capacità psicofisiche di Homo sapiens. Invece, le migliori biotecnologie dovranno aiutare i soggetti malati, o in condizione di disabilità, a recuperare uno stato di salute che renda loro dignità includendoli a pieno titolo nelle relazioni sociali.
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