Suicidio medicalmente assistito e Servizio Sanitario Nazionale, tra complessità istituzionale e crisi in atto. Un’analisi bioetica della realtà italiana
DOI:
https://doi.org/10.15168/2284-4503-4044Parole chiave:
suicidio medicalmente assistito (SMA), Servizio Sanitario Nazionale (SSN), principi di bioetica, crisi bioetica, questioni di fine-vitaAbstract
Il paper analizza il rapporto tra suicidio medicalmente assistito (SMA) e la crisi strutturale del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano, alla luce, in particolare, delle sentenze della Corte Costituzionale n. 66/2025 e n. 132/2025. Queste decisioni riaffermano le condizioni restrittive per accedere al SMA, ma sottolineano anche l’importanza di solide garanzie procedurali per il SMA, da valutare all’interno del SSN. L’analisi evidenzia come le attuali criticità del sistema sanitario – tra cui carenze organizzative, diseguaglianze nell’accesso alle cure e scarsità di personale – ostacolino l’attuazione del SMA e amplifichino le difficoltà dei pazienti. Si sostiene che tale crisi sollevi un conflitto etico tra i principi della bioetica e una crescente logica economico-aziendale, soprattutto nel settore privato. In assenza di una normativa nazionale, il SMA rimane un nodo irrisolto che mette alla prova la capacità del SSN di garantire equità, autodeterminazione e dignità anche nel fine-vita.
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