Oltre la spettacolarizzazione delle vittime
I racconti sul lavoro di Michela Murgia
DOI:
https://doi.org/10.15168/t3.v0i15.472Parole chiave:
Michela Murgia, precariato, racconto, lavoroAbstract
L’articolo analizza i due racconti che Michela Murgia, dopo il successo di Il mondo deve sapere (2006), ha dedicato al mondo del lavoro: Alla pari, incluso in Lavoro da morire (2009), e Il posto è la notte, uscito sulla rivista «Il maleppeggio. Storie di lavori» e poi pubblicato nell’antologia Sono come tu mi vuoi (2009). Contestualizzando i due racconti nelle relative raccolte, si evidenzia come Murgia riesca ad andare oltre la polarizzazione vittima/carnefice, lavoratore/datore di lavoro, presentando personaggi complessi che intraprendono un’ambigua lotta con il sistema (tra accettazione e difesa dei propri diritti), e che consentono all’autrice di tematizzare, all’interno dei racconti stessi, il rapporto tra testimonianza e letteratura di consumo, lettore attivo e spettatore passivo.
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