ChatGPT possiede il law sense? Riflessioni a partire da uno studio sperimentale di argument mining su decisioni giudiziarie della Corte di Cassazione
DOI:
https://doi.org/10.15168/2284-4503-4063Parole chiave:
Large Language Models, argument mining, etica, law sense, retoricaAbstract
Il contributo analizza potenzialità e limiti dei Large Language Models nella pratica giudiziale, assumendo come banco di prova la ricostruzione delle argomentazioni giuridiche nella motivazione delle sentenze. Attraverso un esperimento di argument mining su decisioni della Corte di Cassazione italiana, condotto con GPT-4o e interpretato alla luce della teoria di Philip Bobbitt, il lavoro verifica se un LLM possa cogliere non solo la dimensione testuale della decisione, ma anche la sua forma retorica. I risultati mostrano un’utilità concreta nelle operazioni preliminari di segmentazione e organizzazione del testo, ma anche un limite strutturale nel riconoscimento dell’argomentazione etica e del law sense.
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