La fabrique de la traduction

Les notes du traducteur et l’epitexte auctorial comme formes de l’avant-texte

Autori

  • Giuliano Rossi Università “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara

DOI:

https://doi.org/10.15168/t3.v0i13.394

Parole chiave:

traduzione, traduttologia, nota del traduttore, epitesto autoriale, genetica

Abstract

Sulla base di un corpus costituito dalle circa quaranta traduzioni complete della Commedia di Dante in lingua francese, il saggio propone di osservare una funzione particolare delle note del traduttore e dell’epitesto autoriale pubblico. Nella prospettiva diacronica, questi materiali prodotti dai traduttori in margine delle loro traduzioni si rivelano di grande interesse per il loro valore genetico. Le note, in particolare, si configurano, soprattutto nel corso del XIX secolo, come uno spazio protetto in cui i traduttori possono avanzare soluzioni innovative, che solo in secondo momento saranno accettate nel testo della traduzione. In epoca più moderna, una funzione simile è delegata, più o meno consapevolmente, all’epitesto autoriale. Si manifesta dunque, tra il testo della traduzione e questi scritti paratestuali, una relativa permeabilità, per cui essi si configurano a tutti gli effetti come forme dell’avant-texte della traduzione stessa.

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Pubblicato

31-07-2020

Come citare

Rossi, G. (2020). La fabrique de la traduction: Les notes du traducteur et l’epitexte auctorial comme formes de l’avant-texte. Ticontre. Teoria Testo Traduzione, (13). https://doi.org/10.15168/t3.v0i13.394

Fascicolo

Sezione

Teoria e pratica della traduzione

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