Prima della fine. Immagini di città e memoria in Alberti e Semprún
DOI:
https://doi.org/10.15168/t3.v0i20.362Parole chiave:
memoria, esilio, autobiografia, guerracivilespagnola, semprún, alberti, cittàAbstract
«È il ritratto di Milano “di prima”. È Milano quale nessuno rivedrà mai più»: l’icasticità delle note aggiunte da Alberto Savinio all’edizione di Ascolto il tuo cuore, città- un originale diario di viaggio pronto per le stampe nel ’43 ma licenziato solo nel ’44, dopo che la coda dell’efferato conflitto mondiale avrebbe trasfigurato Milano con i bombardamenti d’agosto – rende profondamente «la sorte fatidica dei ritratti», di quelle opere letterarie che immortalano nel tempo mondi e luoghi destinati a mutare in modo irreversibile col passaggio della storia e dei suoi derivati. Le Pagine Aggiunte e le Note di Taccuino forniscono il ritratto del nuovo volto ferito della città o, meglio, del suo corpo «insudiciato dalla morte», dei suoi orologi pubblicifermi a «minime differenze di tempo» tra cui passa «l’Eternità», delle sue rovine da cui «sorgerà una città più forte».
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