La fabrique de la traduction
Les notes du traducteur et l’epitexte auctorial comme formes de l’avant-texte
DOI:
https://doi.org/10.15168/t3.v0i13.394Parole chiave:
traduzione, traduttologia, nota del traduttore, epitesto autoriale, geneticaAbstract
Sulla base di un corpus costituito dalle circa quaranta traduzioni complete della Commedia di Dante in lingua francese, il saggio propone di osservare una funzione particolare delle note del traduttore e dell’epitesto autoriale pubblico. Nella prospettiva diacronica, questi materiali prodotti dai traduttori in margine delle loro traduzioni si rivelano di grande interesse per il loro valore genetico. Le note, in particolare, si configurano, soprattutto nel corso del XIX secolo, come uno spazio protetto in cui i traduttori possono avanzare soluzioni innovative, che solo in secondo momento saranno accettate nel testo della traduzione. In epoca più moderna, una funzione simile è delegata, più o meno consapevolmente, all’epitesto autoriale. Si manifesta dunque, tra il testo della traduzione e questi scritti paratestuali, una relativa permeabilità, per cui essi si configurano a tutti gli effetti come forme dell’avant-texte della traduzione stessa.
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