Ecologie precarie
Per una lettura eco-critica di “Uomini, boschi e api”
DOI:
https://doi.org/10.15168/t3.v0i15.465Parole chiave:
precarietà, lavoro, eco-critica, ambiente, Mario Rigoni SternAbstract
Nella recente evoluzione degli studi riguardanti la letteratura del lavoro, la forma breve e “precaria” del racconto è stata riconosciuta come particolarmente adatta ad affrontare il tema della precarietà lavorativa. Il seguente contributo si propone di allargare gli orizzonti di questi studi in senso eco-critico analizzando la raccolta Uomini, boschi e api (1980) di Mario Rigoni Stern. La raccolta, pubblicata alla fine di un decennio in cui emersero i primi dibattiti sulla questione ambientale, riflette sulle ecologie precarie in cui esseri umani e non-umani appartenenti all’ecosistema montanaro dell’Altopiano di Asiago sono costantemente coinvolti. Esplorando questo microcosmo messo a repentaglio dallo sviluppo industriale e turistico, Rigoni Stern afferma la necessità di rifondare i rapporti tra umano e non-umano su nuove basi etiche, verso gli orizzonti sostenibili di un’economia circolare.
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