Le voci delle badanti
DOI:
https://doi.org/10.15168/t3.v0i15.473Parole chiave:
badante, care worker, migrazione, letteratura e lavoro, antologie letterarie, autorialitàAbstract
Il personaggio della badante e il fenomeno del badantato, che pure è uno dei più significativi della realtà lavorativa dell’ultimo ventennio in Italia, sono pressoché assenti nelle antologie del lavoro, il che è problematico se si considera che le antologie si configurano come narrazioni corali, plurali e collettive, in cui, quindi, la parola della badante è silenziata. Le ragioni possono cercarsi nella doppia invisibilità della badante, come care worker e come immigrata, nonché nella forte dimensione autobiografica delle scritture del lavoro e nella questione dell’autorialità. Della scarsissima campionatura disponibile, vengono presi in esame, a titolo di esempio, un racconto di Andrea Bajani e un testo di Dacia Maraini.
The character of the care worker and the phenomenon of the badantato, which is one of the most significant of the working reality of the last twenty years in Italy, are almost absent from the anthologies on work, which is problematic if we consider that the anthologies are configured as choral, plural and collective narratives, in which, therefore, the voice of the badante is silenced. The reasons can be found in the double invisibility of the badante, as care worker and as immigrant, as well as in the strong autobiographical dimension of the work’s writings and in the question of authorship. In the very scarce short stories available, we examine, by way of example, a text by Andrea Bajani and a text by Dacia Maraini.
##submission.downloads##
Pubblicato
Come citare
Fascicolo
Sezione
Licenza
Copyright (c) 2021 Silvia Contarini

Questo lavoro è fornito con la licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.