Ecologie precarie

Per una lettura eco-critica di “Uomini, boschi e api”

Autori

  • Paolo Saporito McGill University

DOI:

https://doi.org/10.15168/t3.v0i15.465

Parole chiave:

precarietà, lavoro, eco-critica, ambiente, Mario Rigoni Stern

Abstract

Nella recente evoluzione degli studi riguardanti la letteratura del lavoro, la forma breve e “precaria” del racconto è stata riconosciuta come particolarmente adatta ad affrontare il tema della precarietà lavorativa. Il seguente contributo si propone di allargare gli orizzonti di questi studi in senso eco-critico analizzando la raccolta Uomini, boschi e api (1980) di Mario Rigoni Stern. La raccolta, pubblicata alla fine di un decennio in cui emersero i primi dibattiti sulla questione ambientale, riflette sulle ecologie precarie in cui esseri umani e non-umani appartenenti all’ecosistema montanaro dell’Altopiano di Asiago sono costantemente coinvolti. Esplorando questo microcosmo messo a repentaglio dallo sviluppo industriale e turistico, Rigoni Stern afferma la necessità di rifondare i rapporti tra umano e non-umano su nuove basi etiche, verso gli orizzonti sostenibili di un’economia circolare.

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Pubblicato

25-07-2021

Come citare

Saporito, P. (2021). Ecologie precarie: Per una lettura eco-critica di “Uomini, boschi e api”. Ticontre. Teoria Testo Traduzione, (15). https://doi.org/10.15168/t3.v0i15.465

Fascicolo

Sezione

Il lavoro nelle raccolte di racconti dagli anni Ottanta a oggi